Balsam Fir: aria di sempreverdi

“Foreste di abeti ricoperti da un fresco manto di neve. Una fragranza balsamica e fresca”

CATEGORIA: FESTIVE

NOTE DI TESTA: menta verde, lavanda;

NOTE DI CUORE: balsamo d’abete, foglie di cipresso;

NOTE DI FONDO: ambra, patchouli; 

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Fragranza degli anni ’90 riproposta come premium, con etichetta celebrativa, per la collezione del 50° anniversario della Yankee Candle. 

La descrizione ufficiale parla di foreste di abeti ricoperte da neve…ecco, vorrei specificare subito che io questo effetto neve non l’ho proprio sentito, né da spenta, né d’accesa. Nemmeno posso definirla così balsamica, posso però confermare la sua freschezza. “Balsam Fir“, da spenta, mi ha ricordato per alcuni versi una novità abbastanza recente, ovvero la “Alfresco Afternoon” (qui la recensione). Stesso carattere verde, “alberoso”, eppure con qualche differenza. Infatti, mentre “Alfresco Afternoon” ricrea effettivamente l’immagine di una sosta all’ombra dei ginepri durante le calde e assolate giornate estive, “Balsam Fir” non è così estiva, pur non essendo, a mio parere, così invernale o addirittura natalizia (festiva). Semplicemente la sento come una profumazione verde, fresca, adeguata in ogni periodo dell’anno; forse, in questo, mi ha deluso un po’ poiché la immaginavo più caratteristica. 

Molto più balsamica (e invernale) è senza dubbio la “Icy Blue Spruce” (qui la recensione), che nel corso del tempo sto rivalutando sempre più. Ho notato che, da spenta, questa fragranza è più pungente, più balsamica, si sentono maggiormente le foglie di cipresso mentre, quando la si accende, il suo profumo si ammorbidisce, s’ingentilisce, probabilmente merito dell’ambra e della lavanda. 

Una cosa che ho apprezzato (molto) di “Balsam Fir” è stata il suo non essere sfacciatamente pinosa, simil wc-net. Anzi, l’ho trovata elegante, calmante e rinfrescante. Confrontandola con due profumazioni del passato direi che è molto più simile alla “Balsam & Cedar” piuttosto che alla “Christmas Garland” (qui la recensione). Da ciò si può capire bene che quell’aspetto un po’ arrogante tipico delle fragranze verdi sia in questo caso smorzato da note olfattive che sono ben miscelate e dosate fra loro. Distinguibili sono state la menta verde (per niente chimica o sfacciata), lievemente la lavanda, non pungente, un po’ le foglie di cipresso unite al balsamo d’abete. L’ambra non si percepisce ma sicuramente calma e addolcisce il tutto; il patchouli risulta non pervenuto. 

L’intensità è stata:

  • media, facilmente sopportabile anche da chi non ama le verdi;
  • la persistenza medio-alta;
  • lo scent throw medio;

La sensazione complessiva che mi ha dato “Balsam Fir” è stata quella di essere in montagna, nei pressi di un bosco di sempreverdi e di annusare l’aria, che attraversa questo bosco, trasportata da un vento fresco/freddo. Per intenderci, mentre con altre profumazioni erbettose si ha l’impressione di annusare un pezzo di ramo spezzato o un albero, in questo caso il senso è quello di annusare l’aria di un bosco verde; quindi un profumo più arioso, aperto, meno penetrante e, forse, più veritiero. Una puntina in più d’intensità non avrebbe guastato, comunque “Balsam Fir” resta una fragranza molto apprezzabile, ricercata ed equilibrata. 

VOTO: 8/10

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